FOTO DI GRUPPO
Innanzitutto serve l'autoscatto,
nessuno deve mancare.
In mezzo il presidente, quelli che si danno più da fare,
al centro le ragazze...
per favore non spingete, poi gli insegnanti dei corsi, gli istruttori,
gli allenatori,
i membri del Comitato direttivo.
Non ci stiamo tutti e forse non siamo nemmeno così belli
da meritare una foto.
Allora lasciamo solo la didascalia.
Da destra a sinistra accosciati: Raffaella, Giulia, Brunella…
Neanche i nostri nomi sono così significativi.
Forse è meglio fotografare le nostre attività,
i luoghi che ci caratterizzano,
ritirare quindi l'autoscatto ed andare pazientemente in giro,
magari con il flash, fra palestre, piscine, il circolo, locali
vari e le vie del quartiere.
Certo fotografare circa 2000 associati è un problema,
l'incertezza è se fotografarli sui campi da tennis
o sui tatami per le arti marziali, fra gli specchi della palestra
di danza,
alla lavagna durante una lezione d'inglese o alla tastiera mentre
studiano pianoforte.
Forse l'elemento unificante è una foto di gruppo che
accomuni pallavolisti e velisti,
iscritti ai corsi di erboristeria, agli appassionati di subacquea
mentre insieme
chiacchierano, giocano, cenano presso il circolo.
Ma ecco insorgere altri problemi: come fotografare l'amicizia
fra le persone,
il clima conviviale, i sapori della cucina del circolo,
i prezzi bassi che consentono a tutti di trascorre piacevoli
serate insieme;
come far capire con uno servizio fotografico
l'impegno all'integrazione di persone di nazionalità
diversa,
di casi sociali diversi, le idee di solidarietà,
rispetto per l'ambiente e di ricerca di una convivenza pacifica.
Più facile potrebbe essere offrire agli altri qualche
immagine del nostro impegno
nelle scuole con i ragazzi, delle feste di quartiere,
dei progetti di prevenzione al disagio giovanile,
delle 24 ore di sport, delle passeggiate in montagna
o fra i quadri di qualche mostra d'arte.
Alla fine del giro a caccia di immagini, lo sviluppo delle fotografia,
poi il montaggio dell'album.
Nessuno vuole un album di ricordi, ma una raccolta di emozioni,
di momenti di vita nel tempo libero, per convincere altri ad
unirsi al gruppo.
Ci si accorge però che alcune immagini sono sfocate,
mentre nella realtà l'associazione è un nitido
puzzle di idee multicolori e che le immagini
sono assai meno significative di quanto avremmo voluto.
Pertanto, se vi abbiamo incuriositi, non ci resta che invitarvi
a venirci a trovare, così come siete,
giovani o meno giovani, spensierati o tristi, ma comunque alla
ricerca di aggregazione.
Ma la Sportidea è anche:
Un pezzo di storia del quartiere.
Trent’anni di attività, di gruppi di amici, di
progetti, di passione sociale e politica
Un punto di ritrovo per
persone di tutte le età in un quartiere che offre pochi
spazi di aggregazione.
Un modo per fare sport in
modo sano, lontano da logiche commerciali,
di esasperato agonismo, di esaltazione delle prestazioni
Un modo di essere presenti
sul territorio con attività educative, facendosi carico
dei problemi di chi ha meno opportunità (aree geografiche
marginali, fasce socialmente deboli, persone sole, disagiate
economicamente, diversamente abili ecc.)
Un modo per scegliere, per
schierarsi, per cambiare il territorio,
per incidere indirettamente sul futuro del quartiere
Un folto gruppo di volontari,
di persone che dedicano il loro tempo libero,
divertendosi, ad organizzare attività ed iniziative e
partecipano alla vita democratica
dell’associazione (organi sociali)